LA STORIA DI ANNA FRANK:
Anna nacque il 12 giugno 1929 Aveva una sorella maggiore, Margot Elisabeth Frank come seconda figlia di Otto Heinrich Frank e di sua moglie Edith Frank . La famiglia Frank viveva in una comunità mista ed i figli
crebbero insieme a bambini di fede cattolica, protestante ed ebraica. I Frank erano ebrei riformati: molte tradizioni ebraiche erano conservate,
ma solo alcune venivano praticate. Edith era la più credente, mentre Otto, che
aveva prestato servizio come ufficiale per l'esercito tedesco durante la Prima guerra mondiale, lavorava come imprenditore e si occupava
principalmente dell'educazione delle sue figlie, che stimolava alla lettura
grazie anche alla ricca biblioteca privata che possedeva. Anna dovette sempre
confrontarsi con i paragoni con la sorella maggiore Margot: questa era buona,
esemplare e timida, mentre Anna era molto più vivace, piena di interessi, ma
anche estroversa ed impulsiva e si sentiva costantemente trattata peggio della
sorella. Prima che l'avvento nel nazionalsocialismo irrompesse e distruggesse la sua vita, Anna viveva
tranquillamente con la sua famiglia e con i suoi amici a Francoforte. Poteva
anche recare visita alla nonna Alice Frank, la madre di Otto, a Basilea. Il 12
giugno 1942, Anna ricevette per il suo tredicesimo
compleanno un quadernino a quadretti bianco e rosso, sul quale inizierà a
scrivere (in olandese) il Diario,
inizialmente sotto forma di annotazioni a proposito della scuola e degli
amici.Dopo un po' Otto Frank aveva preparato un nascondiglio nella casa
retrostante, la situazione della famiglia precipitò quando il 5 luglio 1942
Margot ricevette da parte dell'Ufficio Centrale per l'emigrazione ebraica ad
Amsterdam un invito a comparire ai fini della successiva deportazione in un campo di lavoro. Se Margot non si fosse presentata
spontaneamente, l'intera famiglia Frank sarebbe stata arrestata. Questo
episodio spinse Otto Frank a nascondersi con la famiglia prima di quanto avesse
previsto. Già il giorno successivo, il 6 luglio, cominciò per l'intera famiglia
una vita in clandestinità. Il 17 luglio partì il primo treno per Auschwitz ed agli ebrei fu tolta la cittadinanza. Il 3 settembre 1944
Anna Frank e gli altri clandestini vennero caricati sull'ultimo treno merci in
partenza per Auschwitz, dove giunsero tre giorni dopo. Edith
Frank-Holländer, che già durante la clandestinità aveva manifestato segni di depressione, morì di inedia ad Auschwitz-Birkenau il 6 gennaio 1945Margot e Anna passarono un mese ad Auschwitz-Birkenau e vennero poi spedite a Bergen-Belsen, dove morirono di tifo esantematico, prima Margot ed alcuni
giorni dopo Anna. La data della loro morte non è nota con certezza, era
solitamente indicata come avvenuta nel mese di marzo, nuove ricerche pubblicate
nel 2015 l'hanno retrodatata al febbraio 1945. Una giovane infermiera olandese, Janny Brandes-Brilleslijper, che nel lager aveva
stretto amicizia con le due ragazze ed assistito alla morte di Anna, seppellì
personalmente i cadaveri in una delle fosse comuni del campo e, subito dopo la
liberazione, scrisse ad Otto Frank comunicandogli la tragica notizia. Solo il padre di Anna, tra i clandestini,
sopravvisse ai campi di concentramento. Rimase sempre ad Auschwitz; il campo venne poi liberato dall'esercito russo il 27 gennaio 1945; il 3
giugno 1945 Otto tornò ad Amsterdam dopo tre mesi di viaggio, dove si
stabilì presso Miep Gies ed
il marito Jan, assistendo alla nascita del loro figlio,
Paul. Una volta appresa la notizia della morte di Anna e Margot, Miep consegnò
ad Otto il diario della ragazza, che lei stessa aveva conservato nel proprio
ufficio con l'intento di restituirlo solo alla legittima proprietaria ed egli,
superato l'iniziale sconforto per la perdita della propria famiglia, mostrò gli
scritti della figlia a diversi amici che lo convinsero a darlo alle stampe.
Otto
stesso, in sede di revisione del manoscritto, ne modificò la grammatica e la
sintassi, omettendo alcune parti perché considerate troppo private e poco
rispettose dei compagni di sventura, in modo da renderlo adatto per la
pubblicazione. Il diario venne pubblicato nel 1947 con il titolo di Het Achterhuis ("L'alloggio segreto" in
olandese). Otto Frank, che nel frattempo si era risposato con una superstite di Auschwitz, la viennese Elfriede Markovits, madre di un'amica di scuola di
Anna, morì di cancro ai polmoni a Basilea, in Svizzera dove si era stabilito
da tempo, il 19 agosto 1980.
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